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FONTE :
http://www.real-eyes.it/
Lo studio rovina gli occhi
Cattive notizie per gli studenti: ore e
ore passate sui libri, e la vista si rovina.
Sembra infatti che l'universita' 'faccia male' agli occhi,
almeno secondo uno studio spagnolo condotto dai ricercatori
della Complutense University.
Gli studenti, spiega il team diretto da Rafaela Garrido,
sperimentano un marcato declino della capacita' visiva mentre
'macinano' esami, e la colpa sarebbe di una 'overdose' di
lettura.
I ricercatori hanno monitorato 270 giovani matricole,
scoprendo che il 31.3% al primo anno soffriva di miopia. Un
problema che sei anni dopo (quindi alla fine del ciclo di
studio) accomunava il 49% degli studenti universitari. Secondo
la Garrido, la maggior parte dei ragazzi osservati passava
troppe ore a leggere, per di piu' in condizioni di luce
scarsa.
''Un problema che accomuna anche chi trascorre molto tempo al
computer, o usando un microscopio'', spiega la ricercatrice
alla Bbc online.
''E' difficile chiedere agli studenti di leggere meno, dal
momento che lo studio e' essenziale per superare gli esami. Ma
noi dobbiamo trovare il modo di allentare lo stress per gli
occhi'', sostiene la Garrido. Un'urgenza che ha spinto alcuni
ricercatori a studiare lenti da riposo per prevenire la miopia
nei forti lettori, mentre altri scienziati stanno testando
farmaci 'ad hoc' per ritardare l'arrivo di problemi alla vista
e rilassare gli occhi nei periodi di intenso lavoro.
Molti miopi che hanno iniziato a portare gli occhiali da
piccoli avevano una predisposizione genetica al disturbo,
ricorda la Garrido. E gli altri? Evitare l'universita' non e'
una soluzione. ''Esistono alcuni accorgimenti che gli studenti
possono adottare per prevenire la miopia - rivela la
ricercatrice - per prima cosa accertarsi sempre che la luce
sia buona. Inoltre, fare pause regolari per riposare gli
occhi''.
Una possibile
spiegazione dell' aumento della miopia osservato nei giovani
studenti potrebbe essere la seguente:
prendiamo il
caso di uno studente diciottenne con una miopia di -2,5
diottrie in ambo gli occhi, che usa abitualmente gli occhiali
(o le lenti a contatto) anche quando studia per diverse ore a
una distanza di circa 30 cm. Il nostro studente, per vedere
nitidamente alla distanza di lettura, utilizza automaticamente
l' accomodazione, che tramite la contrazione del muscolo
ciliare, imprime un aumento della curvatura del cristallino
che di conseguenza aumenta il suo potere diottrico e permette
la messa a fuoco alla distanza di lettura, nel nostro caso,
per mettere a fuoco a 33 cm il cristallino aumenta di +3
diottrie il suo potere diottrico, per cui se il soggetto
studia per 3 ore di seguito, mantiene costante per tutto
questo tempo la contrazione del muscolo ciliare, e questo,
quasi certamente crea stress visivo. A questo punto si può
ipotizzare che il sistema, in risposta alla situazione di
stress, considerando prioritaria la visione da vicino,
adotta delle strategie di
adeguamento che permettano una buona
visione con un ridotto sforzo di accomodazione, ottenendo
quindi una riduzione dello stress. Secondo le regole della
refrazione, perchè il soggetto possa vedere nitidamente a 33
cm, con uno sforzo di accomodazione minore, ad esempio +2
diottrie anzichè +3, usando sempre gli stessi occhiali di -2,5
diottrie, le suddette strategie di adeguamento
devono far si che gli occhi diventino miopi di
-3,5 diottrie. Naturalmente questo aumento della miopia, che
avviene nell' arco di mesi, lo possiamo immaginare come un
adattamento del sistema, finalizzato alla riduzione dello
sforzo accomodativo necessario alla visione da vicino. Se poi
il soggetto, ormai miope di -3,5 diottrie, rendendosi conto di
non vedere nitidamente da lontano (televisione, guida ecc.),
aggiorna gli occhiali, portandone la correzione a -3,5
diottrie, sarà felice di vedere nuovamente bene da lontano, ma
se riprenderà a studiare come prima, ma con i nuovi occhiali,
innescherà nuovamente il meccanismo già descritto e nel giro
di alcuni mesi, avrà un altro aumento della miopia.
Un modo per non
innescare questo meccanismo è quello di usare, quando
si studia per tempi lunghi, degli occhiali con lenti di petere
diottrico inferiore, in valore assoluto, di circa 2 o 2,5
diottrie rispetto alla correzione da lontano. Questa scelta
comporta le seguenti conseguenze:
-visione nitida
a distanza di lettura con minimo sforzo di
accomodazione.
-visione
sfuocata alle distanze superiori ai 40/50 cm, salvo che non si
usino degli occhiali con lenti
Bifocali o
Multifocali.
Va
precisato che il metodo appena descritto è indicato
prevalentemente nei casi di miopie
leggere o
medie presenti su
soggetti giovani, che svolgono intensa e prolungata attività
in visione da vicino, e che dispongano di una buona riserva di
convergenza
fusionale. Nel
caso di soggetti con prevalente
convergenza accomodativa
e scarsa convergenza fusionale si può ricorrere all' uso di
prismi
di tipo adeguato. Naturalmente per la progettazione e
la realizzazione di occhiali di questo tipo, è opportuno
rivolgersi ad un ottico-optometrista di provata esperienza e
con specifiche competenze relative alla relazione fra
accomodazione e convergenza, e all' uso dei prismi. |